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Omelia nell'Ordinazione diaconale di Antonio Sternativo

Francavilla Fontana, 12 settembre 2019 - Parrocchia SS. Rosario

La liturgia di oggi ci invita a celebrare il Santo Nome di Maria. E davvero santo è quel Nome che tutte le generazioni diranno beato (cfr. Lc 1, 48). La teoria più accreditata sull’origine del nome “Maria” lo indica come di origine egiziana. A supportare tale teoria vi è il fatto che l’unica donna che nell’Antico Testamento porta questo nome è la sorella di Mosè e di Aronne che è nata proprio in Egitto. Il significato che le viene dato nell’origine egiziana è “amata”. Ed il saluto dell’Angelo, che abbiamo appena ascoltato nella proclamazione del Vangelo, sottolinea questa condizione della giovane donna di Nazaret: “Piena di grazia”, cioè piena dell’Amore che crea, dell’Amore di Dio.

“Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1, 28). Rallegrati, Amata da Dio, perché il Signore è con Te, sempre. E grazie a Te è anche con noi! Per questo: Rallegrati Chiesa di Oria, perché il Signore è con te, non ti abbandona. Ti solleva, ti incoraggia, ti sostiene, ti invia, ti sollecita a lasciare la tua Nazaret per andare verso Ain Karim, verso la montagna, verso l’anziana parente che ha bisogno del tuo aiuto perché in lei è sbocciata la vita, come in te!

Rallegrati Presbiterio della Chiesa di Oria, perché oggi il Signore ti dona una nuova vita diaconale, un nuovo servo per amore. Perché oggi ti richiama alla tua condizione fondamentale: quella di essere servi in una Chiesa che serve, in una Comunità in servizio attivo e permanente!

Rallegrati Città di Francavilla Fontana, e in essa Parrocchia Sant’Eligio, perché il Signore oggi ha chiamato un tuo figlio a scalare grandi vette, ad essere mezzo attraverso il quale ogni altra persona possa sentirsi raggiunta dalla misericordia del Padre, che nessuno abbandona.

Rallegrati Antonio, perché oggi il Signore ti dona i fratelli che sempre hai cercato. In mezzo a loro ti riveste con le vesti della salvezza, con l’abito del servizio, con il grembiule che è a forma di Croce. Ogni servizio ha sempre il sapore della Croce e proprio per questo è efficace. Se non fossimo servi dalla Croce non potremmo offrire l’Amore che solo la Croce rivela!

Rallegrati, carissimo Antonio, perché oggi sarai rivestito della dalmatica che, pur nel suo splendore liturgico, rimane sempre un grembiule di servizio, un grembiule della carità!

Rallegrati Antonio, perché il Signore, per farti Suo servo, ti riempirà della Sua grazia, che è lo Spirito Santo!

Di fronte a questo dirompente invito alla gioia che l’Angelo le rivolge, Maria risponde con il turbamento di chi ancora non conosce pienamente la volontà del Padre.

Anche tu, Antonio, impara a turbarti di fronte al grande mistero che da questa sera ti avvolge. Impara da Maria ad avere il timore del tuo essere servo, diacono. Quante grandi cose il Signore può compiere in noi se non ci vestiamo di saccenza, di arroganza, di potere. Quanto è salutare, per il nostro ministero e per la nostra vita, accostarci al mistero che è posto nelle nostre mani con santo timore, con devoto turbamento. Se vivrai il servizio diaconale in questa prospettiva, con timore e tremore, allora, caro Antonio, crescerà in te la virtù dell’umiltà, che tanto ci avvicina al Servo per eccellenza, Cristo Signore. Solo se ti sforzerai di essere umile potrai applicare anche a te le parole di consolazione che  l’Angelo ha rivolto a Maria: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1, 30).

Si, mio caro Antonio, solo se sarai servo umile potrai non temere perché Dio stesso sarà la tua forza; perché in Lui troverai la grazia e la gioia del servizio.

Tra poco, dopo che avrai ricevuto il dono dello Spirito di Dio, con l’imposizione delle mie mani e la preghiera consacratoria, dopo che sarai diventato servo di Gesù Cristo e della Chiesa, Sua Sposa, ti consegnerò il Vangelo. Questo rito sarà accompagnato da alcune impegnative parole, che ti prego di non dimenticare mai, anzi di ripetere spesso nella tua personale preghiera:


“Ricevi il Vangelo di Cristo

del quale sei divenuto l’annunciatore:

credi sempre a ciò che proclami,

insegna ciò che hai appreso nella fede,

vivi ciò che insegni”.


L’Angelo ha annunciato a Maria: “Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 31).

Ecco, caro Antonio, l’annuncio del Vangelo, fatto con fede, insegnato con amore e vissuto con profondo impegno, ti permetterà di far concepire allo Spirito Santo, nel cuore e nella vita dei fedeli, un figlio che vedrà la luce se tu stesso sarai “luce del mondo” (Mt 5, 14): e quel figlio è Gesù!

L’annuncio del Vangelo ti permetterà di rendere gestante il grembo del cuore di ogni persona. E se ciò che insegnerai lo vivrai sempre, senza sconti e senza paure, allora i tuoi fratelli, quelli che hai sempre cercato, potranno veder nascere la vita del Risorto in loro.

Questa è la promessa del Padre, allora a Maria, oggi a te!

Forse, in questo momento, senti dentro di te un senso di smarrimento:  come è possibile tutto questo? Come posso fare con le mie povere forze? Non sono potente, non sono ricco, non sono plurilaureato, come ce la posso fare?

Ascolta e fa scendere nel tuo cuore queste parole dell’Angelo a Maria:

“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra” (Lc 1, 35).

Se sarai docile, diventerai una matita nelle mani dello Spirito che realizzerà opere sempre più grandi, ma sempre commisurate alla tua capacità di arrenderti a Lui, alla Sua forza, al Suo soffio vitale.

È lo Spirito che scenderà su di te, è la potenza dell’Altissimo che ti coprirà! Non sarai tu a fare cose grandi ma non dovrai impedire allo Spirito di farle in te e con te. Quante volte, per fare noi ciò che ci sembra bene, impediamo a Dio di manifestare la Sua misericordia attraverso il nostro ministero. Non ti accada mai questo, mio caro Ordinando. Lascia che Dio si serva di te, lasciaLo fare e allora potrai gridare: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”  (Lc 1, 46-47). Ricorda: “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 37).

E adesso, di fronte a questa certezza, che Dio può tutto, grida la tua disponibilità, come ha fatto Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 38).

Grida la tua disponibilità a Dio questa sera, caro Antonio. Ma non ti succeda di non farlo più. La Madonna, dopo quella prima volta a Nazaret, ha sempre ripetuto “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”, in ogni situazione, in ogni circostanza, sempre fino alla Croce!

Ecco la tua preghiera: Ecco il servo del Signore: avvenga per me secondo la tua parola, oggi e sempre!

Il Nome di Maria sia sempre sulle tue labbra perché possa attingere da Lei la forza del tuo continuo “eccomi”.

Sento il desiderio di ringraziare tutti coloro che hanno avuto cura di te: in particolare i tuoi Genitori, i tuoi Parroci e i Sacerdoti che ti hanno guidato, il Rettore e gli altri Superiori del Seminario Regionale.

Veglino su di te la beata Vergine Maria, Regina Apuliae, Vergine della Fontana e del Buon Consiglio, Sant’Antonio, Sant’Eligio, San Barsanofio, i Ss. Medici e il beato Bartolo Longo. Amen.

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