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Omelia nel Patrocinio di San Barsanofio Abate

Oria, 20 febbraio 2018 - Basilica Cattedrale

 “...e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2, 20). 

In questa bella espressione di San Paolo nella lettera ai Galati, che abbiamo appena ascoltato, ci viene indicato un modo nuovo di vivere la nostra vita terrena, certamente nel corpo e con il corpo, ma non legata al corpo. Ci viene indicato di vivere una vita nella fede in Gesù Cristo che ha manifestato in pieno l’amore di Dio per ciascuno di noi, consegnando la propria vita in riscatto per la nostra vita. Vivere la vita nella fede del Figlio di Dio significa fidarsi totalmente del Padre come si è fidato Gesù, sapendo però che questa fiducia, questo atto di affidamento nelle mani del Padre, non esclude la Croce, anzi la richiede necessariamente. Proprio come è successo a Gesù! 

Affidare la propria vita al Padre comporta un cammino, costante e continuo, di accettazione della volontà di Dio sulla nostra esistenza. Nella percezione comune, fare la volontà di Dio significa accettare uno stile di vita, con tutte le sue conseguenze, che noi non vorremmo ma che non possiamo rifiutare. Che, se fosse possibile, allontaneremmo mille miglia dalla nostra storia. Riteniamo, così, che ci sia una volontà superiore alla nostra che in qualche modo ci prevarica e ci opprime, ci costringe a fare ciò che non vorremmo!

In questo modo, e secondo questa percezione, Dio non si presenta a noi come un Padre, anche se così lo invochiamo nella preghiera che il Figlio Unigenito di Dio ci ha insegnato. Lo riteniamo un despota, al quale ci sottomettiamo per necessità, o forse anche per convenienza. Ma non un Padre! E così la nostra preghiera vocale esprime una realtà che non è quella che sta nel nostro cuore e nella nostra mente. E ci troviamo lacerati in noi stessi. 

In questa situazione di lacerazione interiore, che viviamo quasi in modo inconscio, cerchiamo sempre delle scappatoie, delle vie di uscita, delle possibilità di salvare sempre capra e cavoli. Una di queste vie di fuga è l’intercessione dei Santi, che noi chiediamo spesso e, attraverso la quale, vorremmo sfuggire all’adesione alla volontà di Dio o, perlomeno, addomesticare ciò che Dio vuole da me con ciò che piace a me!

San Barsanofio, nostro Patrono, tratta proprio questo argomento in una delle sue risposte, la n. 778. È veramente interessante ascoltare ciò che egli dice. Disponiamoci, perciò, ad accogliere questo insegnamento come una grande opportunità che Dio ci offre per uniformare la nostra vita a Lui, per permettere, come dice San Paolo, che “Cristo viva in me”, perché solo questa è la vita veramente umana e beata cui l’uomo possa aspirare!

Scrive San Barsanofio: “Un pio fedele, professore di sapienza mondana, aveva un figlio gravemente malato. Domandò al medesimo Anziano padre Giovanni se sarebbe vissuto o se sarebbe morto. Gli rispose: vivrà. E, come l’Anziano aveva detto, visse. Più tardi, un altro suo figlio fu in pericolo di morte, ed egli, recatosi di nuovo dall’Anziano, lo interrogò su di lui e questa volta gli rispose: 

Noi preghiamo, ma sta a Dio fargli misericordia. Recidi per lui la tua volontà e ringrazialo in tutto. Egli udì queste cose, ma non capì la forza della parola e della risposta, credette così che suo figlio sarebbe vissuto. E come arrivò da lui, questi, alzata la testa, vedeva presenti i santi Anziani e diceva a suo padre: Vedi i santi vicino a noi? Mentre egli diceva: Non vedo nessuno, il figlio dice: Ecco come stanno qua e mi dicono: Perché tuo padre va e viene a disturbarci affinché tu viva della carne? Ecco che abbiamo pregato Dio per te e ha detto: È giunto per lui il momento di uscire dal corpo. [...] Dopo aver detto queste parole, cominciò a pronunciare la grande preghiera, il Padre nostro, Gloria al Padre. E così consegnò lo spirito. E suo padre fu fortemente consolato, avendo avuto rivelazione certa della salvezza della sua anima. E venne a riferire queste cose all’Anziano e lo pregava di spiegargli perché non gli avesse parlato chiaramente della morte di suo figlio, come della vita di quell’altro. E rispondendogli disse: Ti ho detto: tu recidi per Iddio la tua volontà, significandoti così la sua morte della carne. Quanto al non parlare chiaramente, rifletti da te stesso sulla cosa. Ed ecco che tu sei professore di sapienza mondana e hai dei discepoli: se dunque incarichi uno di loro di scrivere una lettera, il tuo discepolo scrive ciò che vuoi tu o lascia da parte questo per scrivere ciò che vuole lui? Certamente scrive ciò che tu dici e non ciò che vuole lui: così anche i santi, non sono loro a parlare da se stessi ma è Dio che parla in loro come vuole, talvolta come in mezzo a fitte ombre, talaltra in modo manifesto. E affinché avessimo piena certezza che le cose stanno così, il Signore stesso ha detto ai suoi discepoli: Non siete voi che parlate ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.  E perciò egli parla come vuole e non come vogliono loro. Pienamente convinto da questi argomenti disse: come mai troviamo degli antichi santi padri che ottenevano da Dio tutto ciò che chiedevano? E l’Anziano rispose: Non ottenevano tutto ciò che chiedevano, ma scrivevano solo quello che ottenevano. Ti dia piena certezza la parola del vangelo che dice: Gli si avvicinò uno dicendo: Mio figlio è malamente tormentato dai demoni e l’ho condotto varie volte dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo. Se anche gli apostoli quella volta non hanno ottenuto ciò che chiedevano, come possiamo dire che i santi ottengono tutto? [...] Dio fa tutto per il bene degli uomini, poiché egli sa più che mai qual è il bene e cosa giova a loro. È proprio perché gli uomini non sanno ciò che è bene per loro, ha raccomandato loro di non sprecare parole della preghiera domandando una cosa per un’altra, e ha detto: Sa infatti il Padre vostro celeste di che cosa avete bisogno prima che gliela chiediate”.

Credo, carissimi Amici, che sia chiaro l’insegnamento del nostro Patrono: non è la volontà di Dio che dobbiamo piegare ai nostri desideri, magari chiedendo l’intercessione dei Santi, ma è la nostra volontà che dobbiamo uniformare a quella del Padre, perché Lui sa ciò di cui noi abbiamo davvero bisogno ed è misericordioso nel donarcelo abbondantemente.

Cosicché, quando chiediamo l’intercessione dei Santi dobbiamo essere consapevoli, per essere veri figli di Dio, che mentre chiediamo di donarci ciò che ci appare buono, ci disponiamo ad accettare ciò che Dio ha pensato per noi, credendo fermamente che quel che Dio vuol donarci, e in verità ci dona,  è veramente la cosa migliore per noi.


Chiediamo a San Barsanofio di farci diventare i saggi vasai della nostra volontà, capaci di modellarla su quella di Dio per raggiungere la salvezza e la felicità piena. Amen.

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