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Omelia per la professione perpetua di Sr. Annalisa Decataldo, Figlia del Divino Zelo

Sava, 1 giugno 2018 - Chiesa Madre

Saluto di cuore e dò il benvenuto:


  • a Madre Maria Teodolinda Salemi, Superiora Generale delle Figlie del Divino Zelo,

  • a tutte le Religiose qui presenti,

  • ai Padri Rogazionisti,

  • ai Sacerdoti,

  • ai Genitori e i parenti di Sr. Annalisa,

  • e a te, Sr. Annalisa, carissima figlia di questa Chiesa di Oria, tanto amata dal tuo fondatore, Sant’Annibale Maria di Francia.


Siamo stati tutti convocati dalla Ss.ma Trinità a questa celebrazione per la professione perpetua di Sr. Annalisa nella Congregazione delle Figlie del Divino Zelo e il Signore, ricco di misericordia, ci ha offerto un lauto pranzo con la Sua Parola, Parola che è rivolta a tutta l’assemblea, ma che deve essere particolarmente accolta da te, cara Sr. Annalisa, perché in ciò che Dio ci ha rivelato, devi cogliere il programma della tua esistenza da religiosa.

Il Signore ti ha detto, per bocca di Osea (2, 16): “Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”. Mia cara figlia, tu sei qui questa sera non solo perché lo hai scelto tu, ma perché prima della tua scelta il Signore ti ha sedotta, ha parlato al tuo cuore. E tu ti sei sentita immensamente amata, compresa e, perciò, desiderosa di corrispondere a questa ineffabile seduzione. Anzi, la tua risposta, libera e voluta, trova la sua causa proprio nel colloquio interiore che Gesù ha fatto con te nel tempo in cui ti ha portato nel deserto, cioè nella situazione dove le distrazioni sono minori e la possibilità di orientare il tuo interesse sul divino Interlocutore è stata maggiore. Così, puoi ben dire di essere stata sedotta e accolta da Gesù.

La richiesta che hai fatto poco fa con queste parole: “Chiedo di seguire Cristo mio sposo e di perseverare in questa famiglia religiosa delle Figlie del Divino Zelo del Cuore di Gesù, dove ho appreso a servire la Chiesa e a fare della mia vita un’offerta incessante per ottenere gli operai del Vangelo”, sono la chiara ed inequivocabile dimostrazione che hai incontrato il Signore Gesù, hai sperimentato la sua bellezza e la sua grazia e desideri continuare a vivere la tua vita con Lui. Non potevi sperare di meglio per la tua vita!

Al colloquio interiore che il Signore ti ha concesso nel tempo della tua formazione, attraverso la preghiera, il discernimento fatto con chi ti ha guidato, l’istruzione teologica, i sacramenti, la vita di grazia nella comunità religiosa, e nel quale ti ha promesso di farti sua sposa per sempre (cfr. Os 2, 21), tu hai corrisposto con il tuo “Eccomi”, che non è semplicemente affermazione di presenza ma manifestazione di piena e totale disponibilità, interiore ed esteriore, al progetto che Dio ha su di te. Un progetto che ti vede protagonista soprattutto nell’impegno di conoscere sempre di più e sempre meglio Gesù Cristo (cfr. Fil 3), la potenza della sua resurrezione che è lo strumento della redenzione. Tale conoscenza, secondo quanto ascoltato nella lettera di San Paolo, comprende anche la comunione alle sofferenze del Maestro, sino alla conformazione alla sua morte: questo itinerario è la tua pasqua! Devi essere consapevole, mia cara Sr. Annalisa, che la tua consacrazione non ti esenta dalle sofferenze morali, spirituali e anche fisiche che dovrai affrontare, ma ti darà l’opportunità di conformarti al tuo Sposo, di partecipare al suo dolore per un’umanità indifferente e secolarizzata che si allontana sempre più dalla conoscenza di Cristo. Cosicché la tua accresciuta conoscenza del Signore ti aiuterà a farlo conoscere a chi se ne allontana. La tua vita, carissima figlia, sia sempre una corsa verso il Signore, un cercare riparo in Lui come a un porto sospirato. Senti cosa ti dice sant’Annibale: “A chi paragonerò io questa fortunata giovane? La paragonerò ad una barchetta che assieme ad altre mille si trovava in alto mare in mezzo alla tempesta, e tutte erano sbattute qua e là, quand’ecco, non so come, un’aura favorevole, una corrente di onde, una mano invisibile traggono questa barchetta di mezzo alle altre e la sospingono verso il porto; ecco che la fortunata barchetta già entra in porto [...] Entra, o fortunata barchetta, entra nel porto”.

Tra poco, nelle interrogazioni previste dal rito, ti chiederò se vuoi abbracciare per sempre, oltre alla perfetta castità, all’obbedienza e alla povertà anche lo zelo per il comando del Signore, il Rogate. Ed è proprio il brano di vangelo che abbiamo ascoltato: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!” (Mt 9, 38).

Cara Sr. Annalisa, tu hai chiesto di fare della tua vita un’offerta incessante per ottenere gli operai del vangelo, cosicché la tua vita deve essere interamente assorbita dalla preghiera per questa particolare intenzione. Il tuo permanere quotidianamente numerose ore dinanzi a Gesù Eucarestia per chiedere operai per la messe del Signore, ti renderà madre delle vocazioni che il Signore, grazie alla tua vita, susciterà. E così sarai Sposa di Cristo e Madre dei Suoi operai!

Cara figlia, nella messe del Signore sono molti quelli che vi entrano, ma pochi sono operai. Tanti si fingono operai magari per poi fare il concorso interno! Tanti bramano i posti di potere, ruoli di comando, pochi si mettono a servizio come operai, come dipendenti dal Maestro. Ecco il perché della necessità di questa particolare preghiera, che da oggi diventa la tua vita! Deve essere il Signore a mandare gli operai nella sua messe, non devono entrarvi altri che non siano mandati dal Signore a cui appartiene la messe. E per questo è necessaria la preghiera, l’offerta della propria vita nella preghiera, come ci ha chiesto Gesù.

C’è un’altra parola del tuo Fondatore che desidero richiamarti: “Nomen novum: Figlie del Divino Zelo! Ecco il nome nuovo! Zelo: 1° Per la gloria di Dio; 2° Per la propria santificazione; 3° Pel bene dei propri simili”.

Concluderò le interrogazioni con questa invocazione: “Dio, che ha iniziato in te quest’opera buona, la porti a compimento fino al giorno di Cristo Signore”. So che questo è il tuo desiderio, ma voglio anche dirti che questo è il desiderio della Chiesa ed è il desiderio di Cristo.

Mia carissima figlia, voglio consegnarti un’ultima parola di Sant’Annibale Maria di Francia: “Rifletti, figliuola carissima, che questo Sposo celeste, qual si è Gesù, ti può rendere felice se tu gli sarai fedele; non solo nell’altra vita, ma pure in questa. Quanto più ti avanzerai nella vita religiosa, quanto più virtù ecc., tanto più crescerai nell’amore, nell’unione e sarà la tua vita un’anticipazione del Paradiso.
            Però, affinché tu possa conseguire tutti questi beni, rifletti seriamente, figliuola carissima, che tu hai obbligo di corrispondere a tanta predilezione. Gesù, scegliendoti, ti ha fatto la grazia più grande che Egli può fare ad una creatura! Ti scelse fra tante! Quante lascia nel mondo! E te scelse, senza guardare demeriti, ma spinto da un particolare amore verso di te!”.

Mentre ringrazio i tuoi Genitori per il dono della loro figlia alla missione della Chiesa, ti affido alla protezione dolce e materna di Maria Ss.ma di Pasano, a Sant’Annibale Maria, tuo fondatore e modello di santità, a San Giovanni Battista, patrono di questa tua comunità di origine, a San Barsanofio e ai Santi Medici, patroni della nostra diocesi di Oria. Amen.

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