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Omelia nell'Ingresso in diocesi di Mons. Vincenzo Pisanello
Oria, 24 aprile 2010
"Le mie pecore ascoltano la mia voce ed io le conosco ed esse mi seguono" (Gv 10,27)
Con queste parole oggi Gesù ci ha accolti per fare Pasqua con Lui, per ritrovarci come Suo gregge, per prendere coscienza di essere la Sua Chiesa che Lo attende nella fede e cammina nella speranza sostenuta dalla carità. Siamo la Sua Chiesa che ascolta la Sua voce; siamo la Sua Chiesa che è conosciuta dal Buon Pastore; siamo la Sua Chiesa che segue il Bel Pastore.
Saluto con grande affetto e deferenza S. Eccellenza Mons. Pietro Maria Fragnelli, Vescovo di Castellaneta, che finora ha retto, come Amministratore Apostolico, questa Santa Chiesa di Oria. A Te, Eccellenza carissima, esprimo gratitudine e riconoscenza per il servizio svolto per sette mesi con amore e competenza, e per le commoventi e sentite parole di accoglienza che mi hai indirizzato all'inizio di questa celebrazione. La comunione tra le Chiese alle Quali siamo stati inviati, si è fatta concretamente visibile per la Tua amabile opera. Il Pastore delle nostre anime Ti ricompensi.
Saluto i Sacerdoti e i Diaconi. Siete Voi i primi e insostituibili Collaboratori del Vescovo e miei compagni di strada. Insieme, saremo segno di Cristo servo e Pastore.
Saluto i Religiosi e le Religiose, i Consacrati, i Seminaristi, i Laici, le Associazioni e i Movimenti ecclesiali.
Mi rivolgo particolarmente agli ammalati, agli anziani, ai poveri: il mio saluto e la mia benedizione.
Rivolgo un saluto deferente a tutte le Autorità civili e militari.
In particolare saluto il Sindaco della Città di Oria, i Sindaci delle altre Città della Diocesi, il Sindaco della Città di galatina; i Signori Prefetti di Brindisi e di Taranto, i Presidenti delle Province di Brindisi e Taranto, i Senatori e gli Onorevoli presenti: tutti accolgano l'espressione della mia riconoscenza per la loro presenza, del mio rispetto per le loro persone, della mia stima per la loro opera, del mio impegno di leale collaborazione per la parte che mi compete.
Un ultimo saluto lo rivolgo a chi mi ha idealmente accompagnato sino ad Oria: il Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Otranto, Mons. Quintino Gianfreda e gli altri Sacerdoti della mia Diocesi di origine, i Fedeli delle Parrocchie di Galatina, particolarmente San Rocco e Ss. Pietro e Paolo Apostoli, gli Amici qui convenuti.
"Quando stai sul punto di parlare di Dio, o di fare della teologia, sappi che il silenzio è più ammirevole e apprezzabile di quella parola" (dalla Lettera 36 di San Barsanofio).
Sollecitato dal nostro Santo Patrono San Barsanofio, dovrei rimanere in silenzio. Ma Sant'Agostino afferma che "(Gli Apostoli) hanno predicato la parola di verità e generato la Chiesa" (Enarr. in Ps., 44,23).
Siamo la Sua Chiesa che ascolta la Sua voce: si, per essere "Sua Chiesa" è necessario ascoltare la Sua voce. "Ascolta Israele..." (Dt 6, 4) è la preghiera che l'israelita recita quotidianamente. Ascolta per rendere il cuore sensibile. Ascolta per capire cosa fare. Ascolta per imparare a riconoscere la Sua voce, soprattutto nel nostro tempo in cui tante voci si accavallano ed è difficile discernere quella del Pastore. Ascolta la Sua voce, Chiesa di Oria, se vuoi essere sale e luce in un mondo che cambia. Ascolta senza affannarti in inutili ricerche e in progetti diversi: la voce di Gesù è già risuonata e la direzione del Suo cammino già tracciata. Ti è chiesta la fedeltà della memoria, più che la genialità dell'invenzione. Ascoltiamo la Sua voce per essere Suo gregge.
Siamo la Sua Chiesa che è conosciuta dal Buon Pastore: essere conosciuti da Gesù significa la nostra beatitudine, la nostra comunione con Lui. Gesù conosce solo coloro che ama, coloro che gli appartengono, i suoi (2Tm 2, 19). Ci conosce nella nostra qualità di perduti, di peccatori, che hanno bisogno della Sua grazia e la ricevono, e al tempo stesso ci conosce come Sue pecore. Nella misura in cui ci sappiamo da Lui conosciuti e da Lui soltanto, Egli si dà a conoscere a noi, e noi lo conosciamo come Colui a cui solo apparteniamo in eterno (Gal 4, 9; 1Cor 8,3). Il Buon Pastore conosce le Sue pecore e solamente esse, perché Gli appartengono. Il Buon Pastore, e Lui soltanto, conosce le Sue pecore, perché Lui solo sa chi Gli appartiene per l'eternità. Conoscere Cristo significa conoscere la Sua volontà per noi e con noi, e farla; significa amare Dio e i fratelli (1Gv 4,7 ss.; 4,20) (Bonhoeffer).
Siamo la Sua Chiesa che segue il Bel Pastore. Ascoltare la Sua voce, sapere di essere conosciuti dal bel Pastore ma non decidersi a seguirLo è stoltezza.
"Se qualcuno vyol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua" (Lc 9,23). Dove seguirLo? Nella via della nostra vita, nella via della nostra storia, nella via del nostro tempo. Lo seguiamo quando ci sentiamo da Lui sostenuti, quando ci sentiamo incoraggiati, quando ci chiede impegnative scelte di vita e con gioia e coraggio diciamo: "sulla Tua Parola" ho scelto la via stretta e angusta del Vangelo. Lo seguiamo quando nelle nostre attività pastorali, nelle nostre relazioni è sempre l'amore a guidarci. Lo seguiamo quando cresciamo nell'amore di Colui che ha dato la vota per noi. Lo seguiamo quando testimoniamo questo amore, del quale tra poco ci nutriremo nella Mensa Eucaristica. Lo seguiamo quando la fatica ci attanaglia, quando l'orizzonte è oscuro, quando l'ombra della Croce ci sovrasta e ci spaventa e, ciononostante, scegliamo di non abbandonare la via delle beatitudini perché Egli ci ha detto che nessuno ci strapperà dalla Sua mano e dalla mano del Padre (Gv 10, 28-29). Lo seguiamo quando l'altro è più importante di me stesso.
Ecco, questa è la nostra Chiesa, sii così Chiesa di Oria. A Te, come ho già detto al termine dell'Ordinazione episcopale, a Te che segui il Bel Pastore consegno il mio cuore e con esso la mia persona, perché possa consumarmi per Te nella testimonianza del Vangelo, nel ministero dello Spirito per la santificazione e nel servizio premuroso verso i poveri, gli indifesi e quanti hanno bisogno di accoglienza e aiuto.
Insieme, tenendoci per mano, invocando Maria Ss.ma, Fiducia di Dio e Fiducia della Chiesa, San Barsanofio, i Santi Medici e il Beato Bartolo Longo, cammineremo sulle vie del Vangelo incontro a Colui che ci ama e che ci chiama. Amen.
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| omelia_ingresso_Pisanello.pdf | 205.64 KB |
