Oria, 7 aprile 2012 - Basilica Cattedrale
Miei carissimi Amici,
stiamo vivendo, nella celebrazione liturgica di questa Veglia, che è la Madre di tutte le Veglie, un evento straordinario, unico, il solo capace di cambiare la storia: stiamo vivendo l’evento della resurrezione del Signore Gesù Cristo. Si, Egli è risorto, non è più legato dai vincoli della morte, il Padre lo ha glorificato perché Egli ha obbedito alla Sua volontà e si è offerto vittima di salvezza per il mondo intero. E noi, in questa notte santa, non stiamo solo ricordando un evento del passato che, per quanto grande e di capitale importanza, è solo un evento del passato. Se così fosse, in noi dovrebbe prevalere il sentimento della nostalgia, un ricordo malinconico di un fatto che guardiamo distante da noi, e che perciò non ci coinvolge, e forse, non ci interessa.
No, miei cari, noi questa notte stiamo vivendo l’evento stupendo della resurrezione di Cristo, siamo protagonisti di ciò che ha cambiato la storia umana, di ciò che ha permesso che la condizione dell’uomo si tramutasse da triste esistenza in vita gioiosa.
Dinanzi a noi, nel sepolcro di questo mondo, c’è il “giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca” (Mc 16, 5), che ripete a noi: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui” (Mc 16, 6). [...]