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Messaggio ai pellegrini del Santuario di S. Cosimo

Oria, maggio 2019


“Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. (Luca 15, 18-19)

Caro Amico Pellegrino,
ti do il benvenuto in questa città di Oria che custodisce, nella propria Cattedrale e nel Santuario di San Cosimo alla Macchia, le reliquie dei Santi Medici.
Cosa ti ha spinto a metterti in cammino verso questo santo luogo? La mia non è curiosità, né tantomeno intendo fare un’indagine sulle motivazioni che spingono i fedeli, come te, a muoversi verso un luogo di spiritualità. Desidero solamente offrirti una Parola di vita che possa dare senso a ciò che stai vivendo, magari con sacrificio, difficoltà e, forse, nel dolore. […]

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Omelia nella Messa Crismale 2019

Oria, 18 aprile 2019 - Chiesa di San Giovanni Paolo II presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia

«Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato [...] per dare agli afflitti  [...] olio di letizia invece dell’abito da lutto» (Is 61, 1a. 3).

Queste parole, che il profeta Isaia ha posto sulla nostra mensa della Parola, in questa Messa del Crisma, ci invitano ad una attenta riflessione sul segno che, più di altri, oggi è posto alla nostra attenzione: il segno dell’olio.

Gesù nel Vangelo riprende ed applica a Sé queste parole di Isaia. Sono parole che parlano di unzione, di olio di letizia, di consacrazione e di Spirito di Dio.
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Omelia nel Patrocinio di San Barsanofio Abate

Oria, 20 febbraio 2019 - Basilica Cattedrale


“Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione” (Gen 12, 2 ).

Con queste parole, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, Dio fa ad Abramo due promesse: una grande discendenza, tale da essere assimilata ad una grande nazione, e la Sua benedizione. Questa seconda promessa è quanto mai necessaria perché la prima possa realizzarsi.

Nella sacra Scrittura è consuetudine che Dio, quando sceglie una persona per una missione di particolare rilievo, la inondi con la Sua benedizione, che è la benevolenza di Dio ed anche la Sua forza, la Sua protezione, la Sua presenza. Per fare un esempio a tutti noi assai noto: dopo che Maria di Nazaret ha dato il Suo assenso a Dio, rivelatoSi attraverso l’arcangelo Gabriele per chiederLe di diventare la Madre del Messia Redentore, il Figlio di Dio Gesù Cristo, la Vergine si reca a casa della cugina Elisabetta che, colma di Spirito Santo, la saluta con queste illuminanti parole: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1, 42).
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